Presentazione dei candidati

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La settimana scorsa abbiamo presentato alla cittadinanza i 60 candidati delle 3 liste a sostegno della mia candidatura a sindaco. Una bellissima serata con tanto entusiasmo e tanta partecipazione, segno che ciò che abbiamo realizzato e ciò che proponiamo nel nostro programma rispecchiano le aspettative e i bisogni dei cittadini.
Ripartiremo dal modello di buona amministrazione che ha garantito benessere e qualità della vita, impegnandoci nei prossimi 5 anni a farlo crescere ancora, ascoltando e guardando gli interesse della collettività.

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Prima i cittadini (per noi ma non per altri)

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Abbiamo amministrato per 15 anni insieme alla lista “Intesa per Tavagnacco”.
Da sindaco, in questi ultimi 5 anni ho garantito la totale libertà a tutti gli assessori (Moreno Lirutti, Ornella Comuzzo, Giulia Del Fabbro e Paolo Abramo); assieme abbiamo condiviso, e votato, tutto ciò che abbiamo discusso in giunta ed in consiglio comunale, dimostrando una grande comunanza di valori.
Ci siamo confrontati con l’opposizione (Vivere Tavagnacco) che ha dimostrato di avere una visione del territorio e della comunità profondamente diversa dalla nostra.
Oggi però apprendiamo, con incredibile stupore, che la lista “Intesa per Tavagnacco” (maggioranza) e la lista “Vivere Tavagnacco” (minoranza) sigleranno un’alleanza per le prossime elezioni comunali.
Quello che una volta era volgarmente chiamato “inciucio” o “ribaltone” oggi viene elegantemente definito “convergenza sui contenuti amministrativi”.
Com’è possibile se per 5 anni la minoranza si è sempre opposta alle nostre scelte?
Un amore primaverile determinato da cosa e da chi?
Dal punto di vista amministrativo provo una profonda rabbia; da quello umano tanta amarezza e delusione verso coloro che hanno condiviso con noi questi 5 anni.
Ora staremo a vedere come questo incredibile salto verrà giustificato ai cittadini visto che sarà difficile per loro non ammettere che anche questa volta (a Tavagnacco non era ancora accaduto) la peggiore politica ci ha messo lo zampino.
Io e le liste che mi sostengono ci presenteremo ai cittadini a testa alta, orgogliosi di ciò che abbiamo fatto e di quello che saremo capaci di proporre all’intera comunità di Tavagnacco, ascoltando e mettendoci sempre la faccia.
Perché per noi vengono prima i cittadini.

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Intervista al Messaggero Veneto/7

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Il futuro:

Per i prossimi 5 anni ci proponiamo di coniugare 2 aspetti fondamentali: il pragmatismo dell’amministratore e ciò che dovrebbe fare la politica con la P maiuscola e cioè guardare lontano.
Riporteremo al centro dei processi decisionali la partecipazione dei cittadini quale strumento di confronto e condivisione dei progetti, ma anche individuando forme strutturate come potrebbe essere la “Consulta delle frazioni”.
Guarderemo all’economia favorendo l’insediabilità di nuove aziende, in particolar modo quelle del digitale, puntando al turismo slow che può rappresentare una nuova ed importante risorsa per il territorio, senza dimenticare il commercio che resta la spina dorsale del nostro sistema economico.
Pensiamo ad un modello dei servizi sociali meno rigido, ancor più inclusivo e capace di creare relazioni tra le diverse generazioni.
Continueremo a dare peso e valore alla cultura convinti però che essa non debba essere soltanto valorizzazione del territorio e delle sue identità, ma anche strumento di promozione e crescita economica. Immaginiamo l’area centrale di Feletto come una ”Piazza dei saperi” dove scuola, biblioteca, teatro e spazi dell’ex asilo di Villa Tinin possano offrire opportunità alle diverse fasce d’età.
Più in generale punteremo a servizi sempre più mirati e personalizzati che possano qualificare le singole frazioni che, per diversità e qualità, sono la vera ricchezza del territorio.

Martedì scorso ci siamo trovati per guardarci negli occhi e dare il via a questo percorso e, in una sala gremita, ho respirato un entusiasmo ed una voglia di partecipare che non vedevo da tempo.
Il mio compito sarà quello di trasformare tutto ciò in energia positiva per il territorio, facendo parlare le persone, creando momenti di confronto, permettendo a ciascuno di mettere il proprio piccolo ma importante tassello nel disegno della propria comunità.

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Intervista al Messaggero Veneto/6

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Giunta:

Ho lasciato totale libertà a tutti gli assessori anche quando certi progetti non mi entusiasmavano ma credo che questa scelta sia stata una ricchezza.
Forse talvolta avrei desiderato un po’ più di coraggio ed una maggiore capacità di andare oltre a certe consuetudini rompendo schemi e progetti consolidati nel tempo, ma da rivedere al fine di rispondere alle mutate esigenze della comunità.
Sono mancati infine, da parte di qualcuno, quei processi partecipativi che io, quando ho rivestito il ruolo di assessore, ho utilizzato ogni qualvolta fosse necessario condividere delle scelte.

Minoranza:

La minoranza a parte rarissime eccezioni si è più concentrata sugli aspetti formali che sulle vere esigenze del territorio e dei suoi cittadini.
Spesso ha attaccato a testa bassa, per ragioni politiche, quasi sempre sbagliando l’obiettivo delle proprie critiche e senza proposte.
Sulle UTI hanno avuto un atteggiamento demagogico allineandosi alle posizioni della destra regionale e la dimostrazione sta nel fatto che quando è stata istituita la commissione consiliare non sono stati in grado di offrire nè contributi e nemmeno proposte.

(continua…)

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Intervista al Messaggero Veneto/4

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L’UTI:

L’UTI ha avuto luci e ombre ma ha portato un grande dispendio di energie e risorse nel metterle in piedi prima e nello smontarle poi.
Alcuni servizi hanno funzionato, altri sicuramente meno. C’è il rammarico per aver avviato per la prima volta progetti di visione sovraccomunale che però la modifica della legge e la volontà di Udine di chiudersi su sè stessa hanno definitivamente cancellato.
Tra le cose positive ci sono i molti finanziamenti garantiti dai patti UTI-Regione che a noi hanno portato risorse per il teatro, rotatorie, piste ciclabili, area Binutti e tanto altro.

La strada Tresemane:

L’arteria commerciale è ancor’oggi una grande risorsa a livello regionale.
Le 3 rotatorie realizzate hanno fluidificato la viabilità e l’Amministrazione Comunale è stata sempre molto attiva nel favorire progettualità e dialogo con gli operatori economici che ci auguriamo possano presto trovare una forma giuridica che gli permetta di operare assieme e diventare interlocutore unico dell’amministrazione pubblica.

(continua…)

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Intervista al Messaggero Veneto/3

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Rimpianti:

Sicuramente il patto di stabilità ha rallentato l’attuazione di alcune opere pubbliche e solo negli ultimi 2 anni queste hanno avuto un’accelerazione.
I rimpianti maggiori riguardano però la mancata apertura della struttura dell’Abitare Possibile ed il ritardo del project-financing della piscina con la speranza comunque che la gara possa essere avviata entro la fine della legislatura.
C’è poi il rammarico di non essere riusciti, per motivi esclusivamente burocratici, a dare attuazione al Regolamento che avrebbe permesso ai cittadini di gestire i beni comuni, uno dei primi atti approvati dal Consiglio Comunale.
Infine il fatto che la Regione non abbia mai dato il via al nuovo sistema di trasporto pubblico (causa ricorsi) che avrebbe garantito nuovi servizi a quelle parti del territorio che li attendono da anni.

Altre opere non completate:

Il teatro non siamo riusciti a completarlo ma l’intervento è stato particolarmente invasivo ed il cantiere è partito circa un anno e mezzo fa.
Altre opere sono già avviate, in gara o progettate e rappresentano un’eredità importante per la futura amministrazione: il parco eco-dinamico di Branco, la rotatoria di via San Daniele, la pista ciclabile di via Reana, la messa in sicurezza dell’alveo del Cormor. Confidiamo inoltre di riuscire ad avviare, entro maggio, l’iter per la ricostruzione della scuola di infanzia di Tavagnacco.

(continua…)

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Intervista al Messaggero Veneto/2

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Obiettivi raggiunti:

Molte opere sono sotto gli occhi di tutti e stanno cambiando l’immagine del territorio: teatro, sicurezza degli edifici scolastici, efficientamenti energetici, impianti sportivi, interventi sulla viabilità.
A rendermi orgoglioso però è la qualità dei servizi che rappresentano l’eccellenza del nostro territorio e che non solo abbiamo mantenuto ma molto spesso ulteriormente migliorato: ristorazione scolastica, supporto al mondo della scuola, dell’infanzia, della cultura e dello sport, attenzione all’associazionismo, cura del verde e dei centri urbani, mobilità sostenibile e grande attenzione al mondo del disagio.
In anni difficili non abbiamo mai lasciato nessuno senza il supporto necessario. Tutto ciò, e anche questo lo diciamo con grande orgoglio, senza aver minimamente modificato la tassazione comunale nonostante la crisi economica abbia messo in difficoltà anche i bilanci comunali.
Infine abbiamo sempre accompagnato le aziende nei processi di trasformazione urbanistica il che dimostra sensibilità ed attenzione alle esigenze di chi ha voluto investire sul territorio.

(continua…)

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Intervista al Messaggero Veneto/1

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Ecco il testo integrale (a capitoli) dell’intervista rilasciata al Messaggero Veneto con cui diamo il via allo straordinario percorso dei 100 giorni che ci separano dalle elezioni comunali.

Il rapporto con la lista Intesa:

Se la lista Intesa deciderà di chiudere l’esperienza di questi 15 anni sarà una sconfitta per molti e soprattutto la fine di un modello che ci ha permesso di lavorare assieme e guardare lontano.
In questi ultimi 5 anni non ci sono mai state contrapposizioni sulle scelte amministrative e l’ipotesi che possano nascere convergenze tra pezzi di maggioranza e di minoranza ritengo sarebbe difficilmente comprensibili alla cittadinanza.
Io però resto ottimista e fiducioso e credo ci siano ancora margini per proseguire assieme puntando ad un progetto ampio e condiviso in linea con l’esperienza di questi ultimi 15 anni.

(continua…)

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I problemi oltre a sollevarli bisogna risolverli

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E’ venuto il momento di cominciare a mettere i puntini sulle “i” perché di persone che, pur ricoprendo ruoli, sollevano problemi oppure non sanno mai nulla degli argomenti che li riguardano ce ne sono fin troppe.
Resto dell’idea che sia un dovere assumersi le responsabilità ed affrontare i problemi perché fare l’amministratore pubblico non ce l’ha ordinato il medico.
Poi a volte si può sbagliare perché, come è noto, chi non fa non sbaglia.

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